domenica 29 aprile 2007

ora tocca a voi....

già... il corso è formalmente finito ... ma in realtà mi piace pensare che questo sia solo l'inizio, che grazie al blog o a qualunque altro strumento saremo in grado di continuare a comunicare, condividere, collaborare...
allora da adesso ci saranno più autori di questo blog, potremmo scrivere più post sulle tecnologie dell'educazione in modo che il blog sia il nostro strumento per rimanere in contatto, in-formarci, essere davvero partecipanti.
allora adesso bisogna proprio che partiamo... e iniziamo a lavorare!

quindi, non un saluto ma un "buon lavoro" a tutti!


PS: la mia mail è sempre valida per proporre argomenti, libri, siti, blog...

venerdì 20 aprile 2007

ci si vede al Barcamp

BarCamp è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi.

Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull'uso del WWW, del software libero, e delle reti sociali.

(da Wikipedia)

in altre parole, un BarCamp è un evento in cui le persone si incontrano, discutono, collaborano e imparano in un clima di condivisione: ognuno di questi eventi viene in parte preparato in anticipo creando un'apposita pagina web dove chi intende partecipare si registra dicendo il titolo del suo intervento... perché chiunque partecipi a un BarCamp lo fa per parlare dell'argomento di discussione del BarCamp stesso secondo la regola "niente spettatori, solo partecipanti". Se volete leggere le regole di un BarCamp, potete cliccare qui.

Ad esempio, recentemente a Casalecchio di Reno (BO) c'è stato il CitizenCamp, un BarCamp per parlare di cittadinanza digitale: "le nuove tecnologie per promuovere la cultura della cittadinanza - come vengono usate, come potrebbero essere usate".

Prossimamente a Bologna, invece, il 26 maggio, ci sarà il FemCamp, un BarCamp per parlare di donne nelle tecnologie e tecnologie delle donne, per discutere di new media e differenza di genere.
Per saperne di più sui BarCamp italiani, si può consultare il blog dei BarCamp italiani


giovedì 12 aprile 2007

Web 2.0 ... The Machine is Us/ing Us

il Prof. Michael Welsch, antropologo del Kansas State University, sta studiando il fenomeno del cosidetto web 2.0 e di YouTube... e proprio usando YouTube, in modo molto semplice (è in inglese ma c'è solo da leggere...) cerca di far comprendere i concetti di testo/ipertesto, linguaggio html/xlm, forma/contenuto... cliccare sul video per visualizzarlo (è preferibile una connessione veloce...)

Web is different.
We are the web.
The web is not just linking texts.
It is linking people... sharing, trading, collaborating.

domenica 8 aprile 2007

venerdì 6 aprile 2007

identità in rete

On Internet nobody knows you're a dog.
Su Internet nessuno sa che sei un cane, diceva una famosa vignetta del The New Yorker nel 1993, ma ciò non significa che ci si possa mascherare troppo a lungo.
"La Rete è una realtà molto complessa, spesso intesa come zona franca dell'identità. Il completo anonimato, tuttavia, è un falso mito di internet: ogni connessione e ogni accesso a un sito generano tracce che possono risiedere a lungo nei registri dei server. (...) L'intreccio dei blog e delle applicazioni basate su reti sociali è un sistema di relazioni che esalta l'identità dei nodi, perfino qualora l'identità sia imperfetta. (...) Ogni punto di presenza personale è espressione del proprio titolare, del suo mondo relazionale e del suo universo simbolico. A volte l'espressione di sé è immediata, tanto da arrivare alle esasperazioni di chi condivide su scala planetaria diari di sconcertante intimità; altre volte è filtrata da maschere prudenti, che parlano per paradossi oppure prendono con decisione la strada della finzione letteraria. Nel tempo la persona è destinata a emergere. (...) Ogni unità della rete sociale si esprime e interagisce, come del resto può fare da sempre in molti altri recinti sincroni e asincroni del web, ma in più è presente. La sua presenza continuativa e associata a un determinato indirizzo di rete è la prima garanzia della sua identità, qualunque forma questa assuma. (...) L'espressione della propria personalità in Rete pone giorno per giorno le fondamenta della reputazione, ovvero il credito di cui ciascun cittadino della società digitale gode in funzione delle qualità personali e della media ponderata tra gli alti e i bassi del proprio racconto di sé." (S.Maistrello, La parte abitata della Rete, Milano, Tecniche Nuove, 2007, pp.62-64).
Nella Rete non conta tanto come siamo realmente (fisicamente o rispetto al ruolo sociale) ma ciò che esprimiamo e condividiamo: non è forse il modo migliore per farsi conoscere?

martedì 3 aprile 2007

il diritto al blog

"la Rete è la nostra voce libera e le cose cambieranno presto (...) Finalmente possiamo far contare la nostra opinione. La Rete rivoluzionerà l’informazione: ai giornali così come li vediamo oggi gli do 5-6 anni di vita. La Bbc sta già trasferendo tutto nella Rete. E questo vale anche per i politici: il vento del cambiamento sta arrivando. (...) La Rete è il futuro che avanza: stiamo vivendo una rivoluzione straordinaria. Con i blog chiunque può diventare giornalista e scrivere: l’informazione sta per diventare veramente libera. Il futuro è anche il Voip, che permetterà la comunicazione gratuita: visitate Voip Stunt e capirete. I giornali e le tv monopoliste stanno per sparire. La Rete li inghiottirà (...) io credo che la Rete spazzerà via questa gente (politici corrotti) e ci sarà spazio per una democrazia controllata dal basso. Su Wikipedia alcuni senatori americani avevano cancellato alcune informazioni a loro sgradite, ma sono stati bloccati dagli amministratori del sito. Questa è vera democrazia. Io sono per l’accesso gratuito all’informazione e auspico la cittadinanza digitale" (da un'intervista di Netdipendenza a Beppe Grillo del 23.02.2006 Grillo: La Rete e i blog sono il nostro futuro!, l'immagine è presa da Datamining).

una cittadinanza digitale per cui a tutti sia garantito il diritto a un computer (a basso impatto ambientale), all'alfabetizzazione informatica, alla connessione alla rete gratuita (per evitare forme di digital divide), dove il blog possa diventare strumento di informazione/controinformazione e possibilità di fare informazione, voce nel web per chi non ha voce, spazio personale di pubblicazione, strumento di democrazia, stimolatore di riflessioni, discussioni, collaborazioni ... ma anche strumento di persuasione, di informazione scorretta o sbagliata, di evasione, isolamento, strumento alla moda (se non hai un blog non sei nessuno) che crea relazioni fittizie, luogo del non-incontro ...
allora il blog è un diritto? oppure sta diventanto un obbligo?