On Internet nobody knows you're a dog.Su Internet nessuno sa che sei un cane, diceva una famosa vignetta del The New Yorker nel 1993, ma ciò non significa che ci si possa mascherare troppo a lungo.
"La Rete è una realtà molto complessa, spesso intesa come zona franca dell'identità. Il completo anonimato, tuttavia, è un falso mito di internet: ogni connessione e ogni accesso a un sito generano tracce che possono risiedere a lungo nei registri dei server. (...) L'intreccio dei blog e delle applicazioni basate su reti sociali è un sistema di relazioni che esalta l'identità dei nodi, perfino qualora l'identità sia imperfetta. (...) Ogni punto di presenza personale è espressione del proprio titolare, del suo mondo relazionale e del suo universo simbolico. A volte l'espressione di sé è immediata, tanto da arrivare alle esasperazioni di chi condivide su scala planetaria diari di sconcertante intimità; altre volte è filtrata da maschere prudenti, che parlano per paradossi oppure prendono con decisione la strada della finzione letteraria. Nel tempo la persona è destinata a emergere. (...) Ogni unità della rete sociale si esprime e interagisce, come del resto può fare da sempre in molti altri recinti sincroni e asincroni del web, ma in più è presente. La sua presenza continuativa e associata a un determinato indirizzo di rete è la prima garanzia della sua identità, qualunque forma questa assuma. (...) L'espressione della propria personalità in Rete pone giorno per giorno le fondamenta della reputazione, ovvero il credito di cui ciascun cittadino della società digitale gode in funzione delle qualità personali e della media ponderata tra gli alti e i bassi del proprio racconto di sé." (S.Maistrello, La parte abitata della Rete, Milano, Tecniche Nuove, 2007, pp.62-64).
Nella Rete non conta tanto come siamo realmente (fisicamente o rispetto al ruolo sociale) ma ciò che esprimiamo e condividiamo: non è forse il modo migliore per farsi conoscere?
23 commenti:
L'identità..corrisponde a ciò che siamo, disegna il nostro essere, anche se spesso può restare nascosta o non del tutto identificabile da noi stessi e dagli altri.
Se ci riferiamo all'identità in rete parliamo di una "finta bugia" nel senso che tutti coloro che si esprimono possono tranquillamente filtrare ciò che di loro stessi non amano, e far trasparire solo tratti positivi(a volte nemmeno questi sono reali).
Ma in fondo chiunque si esprime in internet conosce queste modalità e, in lui sta il compito di saper distinguere o di non lasciarsi trarre in inganno dalle finte personalità..ma questo non capita ogni giorno anche al di là del pc??!
Il computer rende solo più scontata la bugia, più spiccata la diffidenza, per il semplice fatto che non puoi avere un confronto faccia a faccia, non puoi scrutare oltre, osservando l'espressività, il linguaggio non verbale.
Il computer rende più facile la bugia, ma questo "si sa" ed evidenzia un'insicurezza di fondo, un torto fatto nei confronti di se stessi e non degli antri, per cui non scandalizza quanto la scoperta di una finta personalità nella vita reale, concreta di tutti i giorni.
Personalità, identità... chi di noi può dire con certezza chi è veramente? Non sono pienamente d'accordo con Silvia, perchè anche la scrittura trasmette la nostra personalità, identità (?)anche se tentiamo di "mascherare" quelle parti che a nostro giudizio sono i nostri limiti, i lati che noi consideriamo negativi e non vorremmo far vedere agli altri. Come dice Watzlawich è impossibile non comunicare. In ogni comunicazione, quindi anche quella del blog, sono implicati due livelli, quello del contenuto (ciò che scriviamo) e quello della relazione (come lo scriviamo) . Nel messaggio che inviamo vi è nascosta una autorivelazione di noi stessi e anche un appello. Se vado a rileggere ciò che ho scritto sia nel forum che nel blog, mi accorgo di queste cose e rifletto, perchè la cosa più difficile, a mio parere, non è "aprire le porte agli altri", ma a se stessi. L'accettazione di se stessi è un percorso che ci accompagna per tutta la vitae ci permette di essere liberi. Almeno questo è per me. Per cui credo che per quanto possiamo impegnarci a "mentire", qualcosa di noi emerge sempre. Persino il silenzio è comunicazione. Forse la più potente.Certamente il blog è una opportunità in più per comunicare, senza mostrarsi completamente.
Tutto qui.
ciao!
Sinceramente mi "spaventa" il fatto che le persone possano mascherare la loro vera identità o assumere identità opposte. Non sei mai sicuro della persona con cui dialoghi, e chi può sapere se ciò che crede, pensa, esprime sia davvero un suo pensiero o una simulazione? sono molto diffidente circa le relazioni in rete ma ritengo anche che chi vi partecipa debba tener conto di queste possibilità e sviluppare una certa criticità.
Dimenticavo.......... Auguri a tutti!!!
Quello che volevo dire è che mentre nelle relazioni faccia a faccia è possibile avere un riscontro diretto con chi abbiamo di fronte, possiamo vedere ed intravedere con i nostri occhi chi sta parlando, capire tante cose anche attraverso la comunicazione non verbale dell'altro, attraverso il computer, secondo me, ciò non avviene.
Questo per il semplice motivo che non si può verificare di persona, non sapremo mai "chi" ha espresso certi concetti, perchè o se addirittura sono stati un "copia-e-incolla" tristissimo!
Di persona, se abbiamo davanti qualcuno che dice bugie è più facile smascherarlo,..sul blog forse esistono contenuti abbastanza personali (ma non si esclude l'aggiunta di parti artefatte, che non ci appartengono), nelle chat esiste solo la fantasia!
Sinceramente non ho mai avuto l'occasione di dialogare in rete,di parlare con qualcuno attraverso il computer...Lo sto facendo solo ora,per questo corso,altrimenti credo che non lo avrei mai fatto,almeno non di mia spontanea volontà. Perchè non mi fido dei rapporti che nascono virtualmente, non conoscerei mai veramente la persona che sta dall'altra parte del monitor. E' gia difficile capirlo in un incontro "faccia a faccia", in un rapporto concreto,nella vita reale, figuariamoci in rete, luogo in cui ogni individuo può scegliere di essere chi vuole, in cui le persone non sono inibite da uno sguardo giudicante, e possono così mascherarsi dietro false identità, perchè si sentono forse troppo insicure o semplicemente stanche di sè. In questo senso diffido delle relazioni in rete, le sento troppo finte.
Nella rete siamo liberi, liberi di dire quello che vogliamo, liberi di "andare" dove vogliamo, di "fare" quello che vogliamo e soprattutto essere ciò che vogliamo, o meglio, trasformarci in ciò che desidereremmo essere davvero. E' innegabile che ognuno di noi possegga un'identità. Ma secondo me, questa è una sola,impossibile da trasformare e mutare. Con l'identità, diamo vita alle varie personalità che una persona può possedere, sia nella rete, ma anche nella realtà. Ci sono tante persone che mettono maschere nella vita quotidiana, a volte per necessità, a volte perchè bisogna adattarsi a certe situazioni o altre volte solo per il gusto di farlo. La rete ci da questa possibilà, ci sono siti (come Libero-Virgilio ecc..) che ci permettono di creare persino una decina di identità! (cosa alquanto ridicola!)
Mi preme però ripetere quanto detto sopra,ossia che secondo me tutti hanno UNA identità sola, che va poi a creare le varie personalità che una persona può possedere.
Riflettendo, mi viene in mente il romanzo di Pirandello: "il Fu Mattia Pascal", dove il personaggio, dichiarato morto per un equivoco, si ritrova ad essere Nessuno e senza identità. Credendosi libero di fare ciò che vuole, si accorge ben presto di non avere potere e di essere quasi invisibile...
Anche la distinzione che Pirandello fa tra "Persona" e "personaggio" nella sociètà, è un bell'esempio di come a volte si è costretti a mascherarsi.., ma non mi dilungo troppo...so che non è piacevole leggere commenti troppo lunghi :-)
Un saluto a tutti
Pietro
Concordo con Elena G. quando dice " Nel messaggio che inviamo vi è nascosta una autorivelazione di noi stessi"... Io ho avuto modo di chattare e devo dire che è vero, come dice Silvia P., che è difficile in rete smascherare qualcuno che mente, ma trovo che sia comunque molto interessante provarci, perché, potendo valutare qualcosa di scritto, è più facile soppesare ogni parola utilizzata (e secondo me è vero che la scelta che ognuno di noi fa dei vocaboli non è cosa da poco, perché in un certo senso le parole che scegliamo di usare rispecchiano come siamo fatti)... e poi non si può mentire bene troppo a lungo!... Per una a cui piace osservare e capire gli altri (come me) devo ammettere che la rete offre molti spunti/stimoli in questo senso...
PS BUONA PASQUA A TUTTI!!!
riprendo le parole di silvia:
"l'identità corrisponde a ciò che noi siamo,disegna il nostro essere,anche se spesso può restare nascosta o non del tutto identificabile da noi stessi e dagli altri". quello che non mi piace stai sicura che lo filtro anche in una conversazione faccia a faccia ma se la persona che ho di fronte non mi conosce, non saprà mai individuare il confine tra verità, bugia o ommissione.non so voi,io ho sperimentato la chat per curiosità ed è fantastico crearsi un personaggio da interpretare dotato di nome,età e particolari vari!!per un pò gioco a essere un altro.IL GIOCO FINISCE QUANDO SPENGO IL COMPUTER!
il problema di una identità virtuale che a volte soppianta quella reale,è causato dal non avere chiarezza e sicurezza in noi stessi.NON è UN PROBLEMA DI RETE!
Per quanto si possa credere di essere liberi di assumere altre identità senza manifestarsi apertamente e di navigare liberamente, l'unica cosa che si può dire liberamente è, se e quando se ne ha voglia, la propria opinione quasi su tutto, perchè ogni volta che entrate in rete un sacco di gente lo registra e può risalire a voi, e alla vostra identità.
Però illudersi, ogni tanto, aiuta
meditate gente.
Difficile dire come la penso su questo argomento. Il fenomeno del Gender wap un pò mi spaventa. Non è come assumere l'identità di un personaggio in un videogioco...qui la questione è più complessa. In comune c'è il role playing ma nulla più. Nascondersi dietro un'altra identità, dietro un altro ruolo di genere può essere molto pericoloso. Se, per esprimere le mie opinioni ho bisogno di celarmi dietro una falsa identità quanto sono realmente libero? Il significato di ogni affermazione è meno validato se non è riconducibile ad una vera identità. Quindi ritengo che sia sempre meglio, in ogni discussione, mettreci "la faccia", noi stessi, la nostra personalità e la nostra identità, non una in prestito...reale o virtuale che sia. Per questo motivo mi riesce facile esprimermi dentro questo blog o sul forum e, invece, difficlimente mi avventuro in una chat, perchè non sono sicura di chi ho di fronte...
Si continua a parlare di essere qualcun altro in rete..mi è capitato di chattare ma non mi sono MAI inventata false identità!.. perché?a che pro?.. secondo me il divertimento sta proprio nell'essere sè stessi senza che qualcuno ci giudichi in base all'aspetto fisico, al tipo di voce, a eventuali tic o handicap ecc.. il bello della rete è proprio il poter essere noi stessi in tutto e per tutto, poter essere conosciuti e apprezzati veramente solo per quello che siamo, che esprimiamo con le parole che utilizziamo... senza che gli altri abbiano la possibilità di "dare peso" a sbagliate "senzazioni di pelle"!!!
per me rischiamo di essere un po' ipocriti.. la vera accettazione dell'altro, la vera sfida quindi, é quando quest'Altro si presenta a noi FISICAMENTE ed é lì che ci giochiamo... la bella sfida é accettarci indipendentemente dai nostri difetti o lati bui, ma accettarci semplicemente perché esistiamo! questo amorevole, umano, sapiente meccanismo però non venite a dirmi che si può fare on-line! oddio, si potrà anche fare, ma lo vedo molto falso. e' facile dire virtualmente a una persona "Scòpriti pure, tanto io ti accetto".. e intanto io sono davanti allo schermo e non mi interessa assolutamente nulla .. e posso bluffare benissimo..
Penso che il fatto di mascherare e simulare la vera identità, non sia un fatto relativo ed esclusivo della comunicazione mediante internet.
Anche nella comunicazione in presenza si corre questo rischio, del resto non è cosa da niente anche conoscere a fondo la nostra stessa personalità...
Ritengo comunque, che valga la pena di rischiare, la comunicazione è indispensabile.
che discorsoni! nessuno vuole dimostrare di essere migliore per poter essere accettato o piacere agli altri!!!!!
ripeto:è un gioco....il computer mi permette di poter aggiungere o modificare particolari del mio corpo o del mio carattere durante un'allegra chiaccherata con uno sconosciuto che sicuramente si comporterà al mio stesso modo!!è IL MONDO DELLA CHAT!
un pò come i giochi di ruolo in rete!ognuno interpreta il suo personaggio!
"Su internet nessuno può sapere che sei un cane" a mio parere non è sempre vero... chi è un "cane" scrive, pensa e comunica da "cane". Credo che la scrittura sia una buona modalità di espressione e che permetta di capire la persona con cui siamo in contatto nonostante non possiamo vederla (penso alla grande quantità di rapporti epistolari mantenuti, nei tempi passati, da tante persone).
Se un problema della rete è il non sapere chi abbiamo di fronte... allora è un problema quotidiano... concordo con Maria nell' impossibilità di conoscere fino in fondo la/e persona/e con cui ci rapportiamo.
Certo, la rete PUO' amplificare tutto questo, in senso negativo; proprio perché toglie alcuni canali comunicativi importanti (linguaggio del corpo e non verbale)
Quando penso al tema “identità” mi viene in mente Goffman e il testo "La vita quotidiana come rappresentazione" . Goffman usa la metafora del teatro per spiegare l'azione umana. Scena , retroscena, parti recitate, ruoli, maschere che quotidianamente utilizziamo per rappresentare noi stessi...gli attori umani, di solito, tentano di far prevalere quelle immagini di loro stessi che li pongono favorevolmente in luce.
A mio parere questo avviene in rete quanto nel quotidiano... l’essere umano è un essere complesso e non può (a mio parere) essere giudicato per come si muove in un bar o per come scrive in una chat… non è così facile.
Per conoscere o farci conoscere serve tempo, quotidianità, esperienze vissute insieme, prove di fedeltà e soprattutto voglia di capire, mettendosi nei "panni di"... (che questo avvenga in rete o meno).
Concordo con Sa Fabbri!!!!Non è solo la rete che può nascondere la verità di chi mente, ma anche nella quotidianeità si è costretti o si vuole mentire, indossando innumerevoli "maschere". La rete è solo uno strumento come altri in cui è possibile nascondersi.
Buongiorno a tutti e auguri di buona Pasqua in ritardo..come state? Ho appena riacceso il computer dopo giorni..sono stata in vacanza nel deserto libico..un'esperienza meravigliosa che mi ha, tra le altre cose, fatto riflettere molto sul mondo occidentale, sul capitalismo, sulle tecnologie, sui consumi. Mi ha sempre colpito sapere che noi paesi a sviluppo avanzato deteniamo e consumiamo l'80% delle ricchezze prodotte mentre i paesi in via di sviluppo vivono con il restante 20% della ricchezza mondiale, ma poi spesso è difficile limitarci nelle nostre comodità abituali, nel consumo eccessivo di luce e di acqua ad esempio..beh..ho passato 4 giorni nel deserto senza luce,acqua e servizi igienici di nessun tipo..un'esperienza dura e particolare, ma che consiglio a tutti sicuramente perchè l'atmosfera, i riti e i paesaggi del deserto sono di una bellezza indescrivibile, ma anche perché è un bell'esame di realtà..comunque, senza dilungarmi troppo, un giorno, mentre ero in un mercatino nei pressi di un'oasi completamente immersa nel bel mezzo del deserto, ho fotografato un ragazzo berbero che vendeva collanine e lui mi ha dato la sua mail in modo tale che gli potessi poi inviare la foto scattata e magari scriverci in inglese. Sono rimasta senza parole..come poteva un tuareg poverissimo che guadagnerà 10 dinari al giorno vendendo collanine avere un computer e chiedermi di comunicare via mail? A che punto arriva la tecnologia? Mi ricollego a quanto la professoressa ci invita a riflettere: "nella rete non conta tanto come siamo fisicamente ma ciò che esprimiamo e condividiamo..non è forse il modo migliore per farsi conoscere?" Beh..per quanto riguarda il ruolo sociale sono sicura che la rete possa essere un ottimo mezzo ( e sottolineo mezzo non fine!)per eliminare o quanto meno diminuire le discordanze tra posizioni sociali differenti, ma per quanto riguarda la reale conoscenza e condivisione di emozioni, vissuti, sentimenti..mi spiace ma continuo a ribadire con forza che NO, non credo proprio che la rete sia il modo migliore per farsi conoscere. La rete è piatta, ricca ma povera al tempo stesso..se non altro povera di fisicità..e la fisicità non va intesa solo come mera presenza fisica dell'altro, ma anche e soprattutto come incontro/ scontro di sguardi, gesti, parole che nessun computer può lontanamente avvicinare. Detto questo ritengo comunque possa essere interessante e anche divertente comunicare tramite computer ( e sono ben lieta di leggere tutti i bei commenti dei miei colleghi e di scoprirne i pensieri..a proposito sono davvero simpatici, interessanti e carini!), ma rimane una modalità parziale di comunicazione, un'identità frammentata. La vera identità e la vera sfida è lo sguardo, è il saper essere con gli altri se stessi per tutto e nonostante tutto. Non credo ciò sia possibile in Internet perchè qui è molto più facile, ormai quasi scontato, modificare se stessi per essere ciò che nella vita reale non si può/vuole essere.
Forse mi sono dilungata..forse ho "mancato" di rispondere esattamente alla domanda, non so..ma ci tenevo a dire ciò che ho detto.
Manderò la foto a quel ragazzo e magari comunicheremo via mail, ma non sarà mai bello come ricordarmelo lì, in mezzo al deserto, avvolto nel suo turbante blu, con gli occhi neri e le mani rovinate dal lavoro che cerca di vendere le sue collanine...
Un saluto a tutti ALICE
Chi sei???
A volte la rete e' un posto insidioso...
Sapere chi si è, e' un primo passo molto importante!!!
Vorrei proporvi questa riflessione
sul rapporto tra rete e relatà, rete e identità.
Le teorie elaborate nel corso degli anni sul concetto di identità in rete hanno corrispondenza diretta con le diverse metafore teoriche attraverso cui la rete stessa, e le tecnologie che le fanno da supporto, sono state simbolizzate. A partire dagli anni Ottanta, infatti, la riflessione sull'identità e sulla rete ha attraversato sia il momento del determinismo tecnologico, che ha portato alla elaborazione di diversi modelli rigidi dell'identità online, poi è passata attraverso l'epoca del postmodernismo radicale, legato alla decostruzione del dato reale e alla sua messa in scena simulacrale sulla rete attraverso gli approcci performativi, fino ad arrivare alla moderna metafora relazionale, che ha permesso di pensare alla rete non più come semplicemente un canale o uno spazio sociale "vuoto" agito da identità altre, riformulate e svuotate rispetto a quelle reali, ma come uno spazio di relazioni sociali e pratiche di appropriazione piene ed effettive.
La riflessione sulla "messa in gioco" dell'identità nell'online è avvenuta tramite un continuo monitoraggio dello sviluppo degli ambienti di comunicazione mediata da computer(CMC) avvenuto prima con una disposizione maggiormente legata alla formulazione di modelli orientati ora al canale, ora alle emozioni e successivamente, con la cosiddetta "svolta etnografica" attraverso lo sviluppo di una vera e propria etnografia della rete.
Queste riflessioni hanno suscitato, nell'intera società occidentale, una serie di dibattiti legati alle utopie e alle fobie aperte dalle prospettive della CMC, sia sul versante degli effetti che su quello dell'organizzazione sociale. I riflessi e l'evidenza sociale di questo dibattito, ancora aperto, sono riscontrabili nel cinema , nella letteratura e nelle preoccupazioni del Legislatore.
Spero di non essere troppo lungo!
Secondo me mascherare la propria identità in rete è molto più facile che nella realtà visto che davanti hai solo il monitor del computer, ed è anche a mio parere un grande sintomo d'insicurezza...sono d'accordo con alice c. inquanto non approvo le relazioni in rete, è gia tanto difficile conoscere e fidarsi delle persone che abbiamo di fronte tutti i giorni...figuriamoci delle persone che non abbiamo mai visto...
Penso che i messaggi espressi nell'ultima frase dell'articolo potrebbero convincere chiunque a pensare che la comunicazione on-line sia uno degli strumenti migliori che ci siano per fuggire da una società sempre pronta ad accusarti e giudicarti, ma in questo caso non mi voglio fare convincere.
Credo fermamente che siamo noi a volere un determinato tipo di società e di comunicazione, capisco che spesso vi siano situazioni opprimenti in cui si trova veramente difficile esprimere quello che si pensa, ma l'idea che la comunicazione virtuale abbatta certe forme di disciminazione non mi sembra una soluzione (se non solo momentanea e apparente).Seguiamo questo corso di laurea prorio perchè siamo convinti sostenitori che la diversità (fisica e non solo)sia una risorsa e una ricchezza per tutta l'umanità, anche se ancora non è pronta per accettarlo e spesso è disgustata da ciò che esce da certi canoni...
Sì, sono dell'idea che la comunicazione on-line sia utilissima e molto interessante, ma non potrà mai sostituire la valenza di quella faccia a faccia, nemmeno con i messaggi più convincenti del mondo.
Gente scendete in strada, e fatevi conoscere per come siete senza troppe remore, sono gli altri che giudicano a dover cambiare!!!
Forza e coraggio!!!
Non è un problema di rete!!!!!
La falsità esiste anche nelle relazioni faccia-faccia e forse in alcuni casi anche di più dato che magari una persona può essere facilitata a mostrarsi effettivamente per quello che è in rete per il fatto che nessuno giudica o conosce realmente.
Con questo non voglio dire che le realzioni in rete siano meglio di quelle che prevedono un incontro reale, voglio solo dire che il problema dell'identità vera o falsa non è un problema di rete!!
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