martedì 3 aprile 2007

il diritto al blog

"la Rete è la nostra voce libera e le cose cambieranno presto (...) Finalmente possiamo far contare la nostra opinione. La Rete rivoluzionerà l’informazione: ai giornali così come li vediamo oggi gli do 5-6 anni di vita. La Bbc sta già trasferendo tutto nella Rete. E questo vale anche per i politici: il vento del cambiamento sta arrivando. (...) La Rete è il futuro che avanza: stiamo vivendo una rivoluzione straordinaria. Con i blog chiunque può diventare giornalista e scrivere: l’informazione sta per diventare veramente libera. Il futuro è anche il Voip, che permetterà la comunicazione gratuita: visitate Voip Stunt e capirete. I giornali e le tv monopoliste stanno per sparire. La Rete li inghiottirà (...) io credo che la Rete spazzerà via questa gente (politici corrotti) e ci sarà spazio per una democrazia controllata dal basso. Su Wikipedia alcuni senatori americani avevano cancellato alcune informazioni a loro sgradite, ma sono stati bloccati dagli amministratori del sito. Questa è vera democrazia. Io sono per l’accesso gratuito all’informazione e auspico la cittadinanza digitale" (da un'intervista di Netdipendenza a Beppe Grillo del 23.02.2006 Grillo: La Rete e i blog sono il nostro futuro!, l'immagine è presa da Datamining).

una cittadinanza digitale per cui a tutti sia garantito il diritto a un computer (a basso impatto ambientale), all'alfabetizzazione informatica, alla connessione alla rete gratuita (per evitare forme di digital divide), dove il blog possa diventare strumento di informazione/controinformazione e possibilità di fare informazione, voce nel web per chi non ha voce, spazio personale di pubblicazione, strumento di democrazia, stimolatore di riflessioni, discussioni, collaborazioni ... ma anche strumento di persuasione, di informazione scorretta o sbagliata, di evasione, isolamento, strumento alla moda (se non hai un blog non sei nessuno) che crea relazioni fittizie, luogo del non-incontro ...
allora il blog è un diritto? oppure sta diventanto un obbligo?

26 commenti:

Sara Fabbri ha detto...

Un nuovo post!!
Mi piace molto il concetto di "democrazia dal basso",infatti, per concretizzarsi la democrazia ha bisogno di tutti. Quale mezzo può arrivare a tutti, in tempi brevi e senza ostacoli? La rete.
Ma siamo sicuri che la rete sia per tutti? a mio parere, non lo è.
Questo è prodotto dalle differenze molteplici che attraversano il nostro pianeta (sviluppo economico, alfabetizzazione, competenze informatiche, età generazionali, handicap,ecc.). Ho appena citato alcune delle tante differenze, peculiarità e caratteristiche che in positivo o in negativo possono agevolare o bloccare l'uso della rete e del blog.
Il blog non è per tutti, ma dovrebbe esserlo. Dovrebbe essere un diritto garantito (attraverso politiche di agevolazione/facilitazione per chi presenta difficoltà). Per il futuro, le tecnologie dovrebbero adoperarsi (grazie al logos) per la risoluzione dei problemi legati all'impossibilità di accesso riferita a quella parte di popolazione effettivamente limitata.
Il blog non è un obbligo ma frutto di una scelta attiva. Se il blog è vissuto come obbligo significa che chi ne usufruisce lo intende passivamente, cioè come puro mezzo per ottenere visibilità. In una frase: molta forma ma poca sostanza, e qesto può sfociare in una omologazione distruttiva.
Quindi SI al blog perchè diventi uno strumento per tutti,cioè un diritto. NO al blog come obbligo.

Anonimo ha detto...

IL DIRITTO AL BLOG

E' nato Blog, un progetto ardito ed ambizioso: una sfida, un'avventura, un sogno, un'iniziativa nell'interesse di tutti. Un blog collettivo, un luogo di incontro, uno spazio per confrontarsi ed un trampolino di lancio per farsi conoscere nell'universo della blogosfera; per esprimersi, dialogare, condividere idee ed essere parte di un progetto comune, è a disposizione questo spazio da vivere e costruire insieme.
Il blog del network è ricco di news, suggerimenti e strumenti per iniziare un weblog e restare aggiornati su tecnologie e dinamiche che riguardano l'educazione.
Le notizie sono organizzate in "dipartimenti". E' uno strumento aperto a tutti coloro che nel mondo sono attivamente impegnati nell'educazione ad ogni livello: insegnanti che usano i weblog e sovrintendenti di programmi nelle scuole; specialisti delle tecnologie e professionisti. E' "UNA VOCE LIBERA", un prodotto di molteplici differenze che può consentire l'uso della rete e del blog; per questo le nuove tecnologie devono agevolare e garantire un accesso a tutti, concretizzando nel futuro prossimo, una diffusione dell'informazione e della comunicazione facilitata, diffondendo spiegazioni sul concreto significato di "Blog". La rete costituisce un punto di incontro, fornisce una gamma di opportunità per la crescita professionale, e rappresenta una cornice in cui trattare l'integrazione di tecnologie digitali nell'insegnamento e nell'apprendimento.
Per migliorare la cittadinanza basta un blog (facili da creare, semplici da usare, adatti a molteplici attività) perchè l'uso di portali come strumento di informazione di classe, archivio delle attività didattiche, spazio di scrittura collaborativa o portfolio degli studenti, può creare un'alfabetizzazione che stimolano riflessioni, partecipazione, idee, discussioni, opinioni, in grado di produrre nuove conoscenze in un individuo.
Questo può diventare uno spazio di persuasione, in quanto la digitalizzazione potrebbe creare un'evasione dalla conformità di massa ed aiutare a sviluppare nuove idee personali e dar vita ad uno strumento di democrazia "controllata dal basso"; perciò il Blog deve essere un DIRITTO DI TUTTI, una decisione del singolo e non un omologazione delle masse perchè così diventerebbe solo un obbligo che non da possibilità di scelta.

Anonimo ha detto...

Sono pienamente d'accordo con "sa fabbri" quando dice che sarebbe giusto e importante parlare di democrazia in rete; però come lei ritengo che tale strumento non sia di libero accesso a tutti (basta pensare ai paesi in via di sviluppo o più semplicemente a quelle persone che economicamente non se lo possono permettere). La cosa fondamentale è che la rete non venga imposta. Internet deve essere uno strumento libero, a cui ricorrere nel momento che si crede opportuno. La democrazia in rete sarebbe un traguardo importante per eliminare la censura e permettere a tutte le persone di esprimere le proprie idee ma questo non deve diventare un modo per creare esclusioni nei confronti di chi non si "connette".

Anonimo ha detto...

E' vero, con il blog tutti possiamo divulgare informazione.. putroppo però, la maggior parte dei blog esistenti non veicola messaggi, dibattiti sui problemi sociali esistenti bensì è un semplice diario in cui si trascrivono i propri vissuti quotidiani.

Anonimo ha detto...

per me sta diventando un'imposizione. E' meglio essere realistici e pensare che non é uno strumento per tutti! "la democrazia dal basso" non può partire dalla rete!! penso alle fasce emarginate (anziani, senza tetto, poveri economicamente e non....). non potranno mai far sentire la loro voce con la Rete!!! non sappiamo neppure noi come si usa!!

Unknown ha detto...

Ho sempre pensato ad internet come uno strumento libero. Ognuno di noi ha la possibilità di accedervi quando vuole, quando ne ha bisogno, quando ne ha voglia. Però non credo alla "democrazia dal basso", che parte dalla rete, perchè non tutti hanno la possibilità di possedere un computer, non tutti sono in grado di utilizzarlo, e c'è chi non crede nella sua utilità, nella sua positività e nella sua facile accessibilità, e quindi non si connette, non ne fa uso. La rete non può essere ritenuta uno strumento che arriva a tutti, che dà a tutti pari diritti di esprimersi e farsi sentire.

Anonimo ha detto...

trovo giusto tutto quello pubblicato ma da un lato ho paura e tanti dubbi. se tutto verrà assorbito dal digitale e chiunque potrà accedervi non corriamo anche dei rischi? rischi che le informazioni siano non attendibili, rischi che qualcuno inizi a monopolizzare le cose?sono d'accordo con sà fabbri quando scrive che non tutti hanno ben capito l'utilizzo del blog.

Anonimo ha detto...

Sono d’accordo in parte con sà fabbri, ma anche con Gloria. La rete potrebbe essere uno strumento per far sentire la voce di tutti e per avere una diffusione di ciò che si pensa o di problemi che ci sono nella società, ma in realtà non è uno strumento alla portata di tutti, non tutti hanno la possibilità e la fortuna di avere un computer!
Riguardo a ciò che si dice nell’articolo, io spero che i giornali continuino ad esserci, non vorrei proprio iniziare ad andare in giro con un computer palmare per sapere cosa succede in Italia e nel mondo! Oppure magari girare per le strade e vedere che agli incroci sono posizionati computer giganti pronti a mostrare l’ultima notizia… aiuto! Questo mi dà l’idea che poi la tecnologia diventi “troppo”, bisogna far attenzione a non abusarne! “…Prima di assumerla leggere attentamente le avvertenze!” Secondo me bisogna usare la tecnologia con intelligenza, come uno strumento e non lasciare che essa prenda il sopravvento su di noi.

Anonimo ha detto...

Ciao Glo, io mi associo nettamente a ciò che hai espresso tu. Se davvero il blog è uno strumento così fondamentale e senza il quale si rischierebbe di "perdersi qualcosa", ci avremmo già pensato a renderlo X TUTTI! Non credete??! Con questo non voglio dire che il blog non ha alcun tipo di importanza, ma non confondiamo i passatempi con le necessità!!! Se tuttora non ha raggiunto ogni tipologia di persone, penso che sia perchè viene visto come un "surplus" della socializzazione e del confronto, e non quale linea privilegiata di comunicazione!

Anonimo ha detto...

Siamo elena e Maria, per noi il blog deve essere un'opportunità per tutti.... ci piacerebbe molto comunicare con i nostri colleghi studenti del corso di Bologna.
Stiamo partendo per un tour educativo (Roma), con le ultime innovazioni tecnologiche... vi faremo sapere...

Anonimo ha detto...

l'idea della Prof. di comunicare con gli studenti di Scienze della Formazione Primaria è davvero bella!
... sono certo che si possono realizzare cose veramente originali e inedite!

Anonimo ha detto...

Democrazia controllata dal basso. Bella come idea! Ma siamo sicuri che non sia un' utopia? E poi, se parliamo di democrazia, dov'è la libertà di quelli che non possono esercitarla con la rete? Forse in un futuro, ma guardiamo alla realtà del presente e del prossimo futuro. E poi siamo sicuri che non ci sia la possibilità di essere manipolati lo stesso? E che tutto quello che si legge sia vero?

Anonimo ha detto...

Il blog deve essere un diritto rivolto a tutti...silvia

Sara Fabbri ha detto...

Rispondo a Fabiola G.:
La democrazia (potere del popolo) per definirsi tale, deve prevedere una sovranità che parte dal popolo, quindi dal basso.Dal basso il cittadino elegge persone e/o organi perchè, questi ultimi, lo tutelino e lo rappresentino al governo. Questa è la logica che sottende al termine "democrazia".
La democrazia non è un'utopia.(ci mancarebbe![sic!]).
Poi, che la rete non sia per tutti, è un'altro discorso.
Sulla manipolazione di informazioni: questa è la realtà dei mass-media e in alcuni casi la rete, per contrastare quest'ultima, crea alcune forme di contro-informazione...
Siamo sicuri che tutto quello che si legge su quotidiani,che si apprende in rete, che si ascolta in trasmissioni televisive, che si vede al cinema sia vero? no; ma l'importante è avere una visuale a 360°; per poi poter scegliere cosa è giusto e cosa sbagliato, il tutto con la propria testa.
Naturalmente, questo è il mio punto di vista ed è negoziabile... Ciao sà

Elena ha detto...

...allora, come è andata la gita? :-)

Anonimo ha detto...

Cara silvietta,questa volta ti devo contraddire.credo che un computer in casa sia una necessità
per non dire un obbligo.ormai è diventato uno strumento fondamentale da ogni punto di vista.
mi ha colpito la frase detta da Elena(rossa)a fine lezione mentre mi affogavo con i suoi buonissimi dolcetti:"IL COMPUTER CE L'HO IN CUCINA...MI SONO DOVUTA BATTERE PER AVERLO,è STATA UNA LOTTA,MA NE è VALSA LA PENA".
credo ci sia la possibilità per tutti di accedere ad un computer: ad es. a "casa pomposa" a rimini,gestita dalla millepiedi,cosegnando un documento,accedi gratuitamente alla sala internet!!!Spero continuino a portare avanti questo progetto!

Anonimo ha detto...

Sono d'acordissimo con Gloria.

Non può esistere una "democrazia dal basso", perchè si rischierebbe di sminuire e di far "perdere colpi" alle nostre strutture sociali che lavorano
per garantire una certa stabilità.
(che poi perdono colpi già da sole..)

Concordo con Gloria sul fatto che
esitono persone che rimarrebbero senza voce (e la "vox populi" non va sottovalutata)senza espiremere la loro opinione solamente perchè non posseggono un benedetto computer!

mia madre fa parte proprio di queste persone...non sa neanche accendere un
computer!!(e non scherzo!)...e
sopratutto non vuole neanche
imparare..

Anche questo è un altro problema;
molte persone si rifiutano di imparare perchè preferiscono fare tutto senza
l'ausilio di questo strumento, che per me è "indispensabile".

Per quanto riguarda il diritto aL
BLOG...? bè, potrà essere anche un
diritto ma dovrebbe essere usato(come dice Silvia p.) "come passatempo e non come necessità". Come abbiamo già ripetuto tante volte, il blog è un
luogo di incontro, uno strumento per raccontare le proprie esperienze personali o fare 4 chiacchiere...

Se dovessi raccontare qualcosa o
fare 4 chiacchiere o
altro...preferirei andare a prendere
un caffè e guardare negli occhi chi ho di fronte...

[come ho già espresso nel forum, sono un gran "estimatore" della tecnologa, ma i bolg mi stanno un po' sullo
"stomaco"...;-)

Sarà anche un mio diritto, ma sto bene
anche senza..

Aguri e buona Pasqua

Anonimo ha detto...

A me sembra una splendida idea...magari oggi non sono in grado ancora tutti di accedere a questo strumento ma chi sa nel futuro cosa succederà? Mia nonna non ha mai avuto la lavatrice, mia madre, all'inizio, la guardava con sospetto e adesso non ne potrebbe più fare a meno. Per me è fondamentale. Chi ci dice che fra qualche tempo anche chi ora non ha accesso a questi strumenti non si abitui ad utilizzarli nella quotidianità?

Anonimo ha detto...

E' interessante leggere quante opinioni diverse ci possano essere.

Democrazia, diritti, potere sono termini che fanno pensare.

Difficile pensare che si possa dare a tutti le stesse possibilità, chi paga i costi?

Vi ricordate gli annunci su wi-max
hanno già fatto retromarcia e pare che i militari, detentori delle frequenze radio, non ci pensano proprio a cedere le "loro" frequenze, e già, "perché in democrazia è il popolo che detiene il potere", quindi internet a mezzo rete telefonica fissa, e problematiche connesse, resterà ancora per un pò, a meno che qualcuno si ricordi che gli interessi del popolo possano prevaricare quelli dei militari che hanno ben altre risorse tecnologiche a cui attingere.


Auguri a tutti

Elena ha detto...

in una democrazia rappresentativa si sente l'esigenza di "partire dal basso" quando il popolo (cioè noi) non si sente realmente rappresentato dai suoi rappresentanti e in qualche modo vuole farsi sentire. Ecco che in questo senso Internet può diventare uno strumento di democrazia in quanto consente di "dare voce" (in modo semplice, efficace, immediato) a tutti gli elettori.
Anche se non tutti hanno ancora accesso alla rete, per diversi motivi, è indubbio che si stiano facendo grandi passi in avanti: abbassamento dei costi, sempre maggiore facilità d'uso, alfabetizzazione diffusa... ma la rete potrà essere per tutti e di tutti se il popolo della rete farà sentire la sua voce ...

Anonimo ha detto...

Il blog, come tutte le nuove tecnologie, rappresenta una grossa opportunità, ma al tempo stesso può diventare anche un grande limite.
Il blog rappresenta una grossa opportunità perché è uno strumento che permette di comunicare, di interagire, di scambiare idee e riflessioni con persone di tutte le età e di ogni nazionalità, di oltrepassare le barriere fisiche rimanendo comodamente seduti a casa propria. Nel blog la persona può esprimere liberamente i propri pensieri e le proprie opinioni, celando dietro ad un nickname la propria identità, nel blog è la persona a decidere se ed eventualmente come farsi conoscere, se presentarsi per come è realmente o se nascondersi dietro ad una maschera e fingere di essere qualcun altro. Il blog ,quindi, è un importante strumento di informazione, di conoscenza e di confronto, nel blog qualunque utente può esprimere liberamente il proprio pensiero, il proprio punto di vista, può scambiare opinioni con altri utenti e condividere con loro delle esperienze.
Il blog rappresenta quindi uno strumento di informazione totalmente libera, nel blog vige la democrazia più assoluta, il blog da voce a chiunque, ma la più totale libertà d’espressione genera al contempo il rischio che in rete circolino non solo notizie giuste e corrette ma anche informazioni sbagliate e distorte, alle quali chiunque può accedere e dalle quali può prendere spunto. Vi è quindi il rischio che il blog diventi uno strumento d’informazione sbagliata o scorretta e non solo, oggi, vi è il rischio, sempre maggiore, che il blog si trasformi in uno strumento di chiusura ed isolamento, vi è il rischio che il blog diventi per la persona un universo fittizio nel quale rifugiarsi per sfuggire alla vita reale e ai suoi problemi e difficoltà.
Vi è quindi il grave rischio che il blog diventi per la persona la sola realtà esistente, un universo virtuale nel quale si instaurano relazioni fittizie, fasulle con persone lontane e sconosciute, che porta la persona a chiudersi in se stessa e ad interrompere la comunicazione con il mondo reale.
Concludo il mio discorso dicendo che il blog rappresenta sì una grande opportunità per conoscere ed esplorare la realtà esterna, per ampliare i propri orizzonti conoscitivi, ma il risultato finale dipende sempre dalle modalità con le quali si utilizza questo strumento, il blog può, infatti, diventare uno strumento pericoloso, di non-informazione, uno strumento di evasione, emarginazione ed isolamento. Avere un blog è diventata oggi ormai una moda, non avere un proprio personale blog è oggigiorno come non avere il telefono cellulare e questo significa per molti giovani essere tagliati fuori dal mondo. Molti di questi ragazzi che hanno un proprio blog non conoscono neppure il significato dell’espressione “blog”, conoscono solo una piccola parte delle funzioni e delle possibilità di questo strumento ma questo non impedisce loro di servirsene. Il blog permette a questi ragazzi di reperire informazioni, spesso a loro non importa se giuste o sbagliate, in tempi brevissimi e senza alcuna fatica, di conoscere gente nuova e di instaurare relazioni amicali con persone di tutte le età e di ogni provenienza geografica. Il blog è visto da questi ragazzi solo come uno strumento di totale apertura, libertà e conoscenza e questo spesso li porta ad ignorare quelli che sono i pericoli reali del blog, e quindi il rischio di incontrare in rete persone pericolose e/o inaffidabili, il rischio di trascorrere troppo tempo davanti al computer sottraendo così tempo alla vita reale e perdendo ogni contatto con essa, il rischio di reperire informazioni errate ecc…

Anonimo ha detto...

Mi associo con quanto hanno espresso Sabrina ed Elena. Aggiungo, inoltre, che i diritti sono esercitabili o meno, non solo in base alla possibilità di fruire dello strumento (è vero che non tutti hanno deimestichezza con internet o con il PC) ma anche in bese alla volontà di esercitare il proprio diritto. C'è sempre qualcuno che preferisce tacere, o non scegliere, o.... Per esempio anche alle elezioni succede che non tutti gli aventi diritto al voto si presentano per esercitare questo diritto... Per Pietro: Sei scappato subito dopo la lezione e ti sei perso i fantastici biscotti che aveva fatto Elena per tutti. Erano faavooloosiii!!!!!!

Anonimo ha detto...

Mi riferisco all'intervista del 23.02.2006 fatta a Beppe Grillo da Netdipendenza che ho seguito tante volte nei suoi spettacoli e per il quale ho tanta ammirazione perchè, a parte la carica empatica, la professionalità nel trattare gli argomenti che ci riguardano da vicino, nel quotidiano, è una voce, una voce fuori dal coro.
Quando dice che la rete rivoluzionerà l'informazione, io dico che l'ha già rivoluzionata. Non solo l'informazione, ma il nostro modo di vivere, di pensare, di comunicare. La rete però, non deve, a mio avviso, spazzare via le atre forme di comunicazione, di conoscenza, di informazione; vedi libri, giornali, cartaceo in genere, tutto serve, tutto può essere utile per allargare i propri orizzonti, ma il tutto deve poter essere anche a portata di TUTTI e invece sappiano che ancora oggi non è aihmè così: che una fetta di popolazione, purtroppo sempre troppa, non ha accesso ad alcunchè, non ha diritti e non ha doveri e allora è bene, giusto e doveroso, che chi ha voce possa parlare per chi non ce l'ha e a me pare non esista al momnento, una voce più potente di quella che utilizza la tecnologia telematica. Era questo, per me un mondo del tutto sconosciuto, lo rimane ancora in grandissima parte tanto che confondo ancora un pò, lo confesso, il blog, con il forum, con la chat, con ... però, mi rendo conto delle grandi potenzialità che esso offre. Certo i rischi non mancano. L'aspetto virtuale può forse creare qualche disagio, ma il relae non è da meno, si può bluffare in un caso come nell'altro con la stessa facilità, tenendo comunque ben presente che si deve rispondere prima di tutto a se stessi.

Anonimo ha detto...

Il diritto al blog... il diritto alla comunicazione ma fino ache punto, quando il diritto sfocia nel libertinaggio che lede l'altro, creando danni di ingenti dimensioni... danni anche a scapito del diritto all'informazione vera e certa!
Vi propongo una riflessione sull'apetto legisltaivo legato a l'esercizio delle libertà in rete. La navigazione nella rete, consente l’esercizio di una serie di libertà: da quella di libera manifestazione del pensiero (sancita, in Italia, dall’articolo 21), a quella di corrispondenza, a quella di riunione e associazione, permettendo, grazie all’interattività, fenomeni di socializzazione impensabili con il ricorso ai mezzi di comunicazione tradizionali.

Pertanto è necessario definire un regime chiaro della responsabilità della comunicazione in rete; problema di non semplice soluzione posto che richiede il contemperamento di due interessi non facilmente conciliabili: quello dell’anonimato di coloro che accedono alla rete per utilizzare i servizi, nel rispetto dell’etica comune (profilo questo che ha trovato disciplina nel d.lgs n. 171 del 1998, in attuazione della direttiva 97/66/Ce) e quello, appunto, all’individuazione degli autori di messaggi comunicativi illeciti.

Vi è poi la concreta difficoltà di arrivare al vero autore del messaggio comunicativo illecito

(anche nelle ipotesi in cui si riesca a risalire all’indirizzo di posta elettronica da cui è partito il messaggio, ciò poco o nulla ci dice circa l’effettivo autore del medesimo), il che spiega perché ci si orienti soprattutto alla figura del Access Provider.

Sul piano comunitario, il tema è stato oggetto di una serie di prese di posizioni importanti, le quali hanno puntato ad individuare una via di compromesso che non escluda la responsabilità del provider per messaggi comunicativi illeciti immessi in rete da terzi, ma tuttavia la circoscriva solo ad alcune ipotesi, evitando così il rischio di farne un soggetto che proprio a causa di un eccesso di responsabilità finisca per trasformarsi in un arbitrario censore dell’accesso e dell’utilizzazione della rete.

Anonimo ha detto...

Penso e spero la democrazia possa essere altro. Sicuramente auspico possa passare anche dalla rete, ma non sarà mai come l'incontro e la discussione reale tra le persone. Concordo con quanto detto da Gloria perchè la rete difficilmente sarà uno strumento per tutti, non solo per la presenza fisica del computer in ogni casa, ma per l'accesso alle sue risorse da parte di tutti.
Inoltre, anche se ciò fosse possibile, non dovrebbe divenire un'imposizione..come purtroppo già adesso sta avvenendo, perchè di fatto chi non ha o non sa usare il computer si trova "tagliato fuori".

Anonimo ha detto...

Danilo sei sempre molto interessante, intelligente e attento!
In effetti il problema dell’assunzione di responsabilità per quanto si dice in giro si scontra con un po’ troppe cose! E se ci chiedessero risarcimenti milionari per presunte “calunnie”? Meglio mantenere l’anonimato se si vuole “sparare a zero” come si suol dire! Credo però che sia pura illusione l’anonimato o che lo sarà ancora per poco…. Chi vorrà parlare fuori dal coro probabilmente ripercorrerà i passi di “Pasquino”!
Ricordate il personaggio interpretato da Manfredi?
E’ una figura molto interessante… fa riflettere molto sull’argomento!
In realtà Pasquino non era una persona sola, ma una carica per così dire, una sorta di mandato. Colui che se ne sentiva investito assumeva la responsabilità di appendere nottetempo nella piazza centrale della città locandine che smascheravano le malefatte del tale signore o di quell’altro … ovviamente indicibili in altro modo! La verità veniva a galla e Pasquino era ricercato. A volte il Pasquino di turno veniva beccato, arrestato, fatto fuori velocemente e il signorone ne combinava più grosse di prima per quanto era contento!
Ma durava poco perché il testimone passava a un altro Pasquino (reso molto più inviperito a causa della triste fine del suo predecessore!)
Grillo è un moderno Pasquino, Funari un altro….
Boicottati in molti e differenti modi non ce la fanno proprio a tacere! 