il Prof. Michael Welsch, antropologo del Kansas State University, sta studiando il fenomeno del cosidetto web 2.0 e di YouTube... e proprio usando YouTube, in modo molto semplice (è in inglese ma c'è solo da leggere...) cerca di far comprendere i concetti di testo/ipertesto, linguaggio html/xlm, forma/contenuto... cliccare sul video per visualizzarlo (è preferibile una connessione veloce...)
Web is different.
We are the web.
The web is not just linking texts.
It is linking people... sharing, trading, collaborating.
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19 commenti:
In un certo senso concordo con l'idea del professor Michael Welsch, specialmente quando fa riferimento all'importanza dell'occasione di una comunicazione senza frontiere che ci offre il web, unendo persone, collegando idee, anime...
Ciò che però non condivido è l'uso "spazzatura" che sempre più spesso si riscontra di uno strumento così avanzato!
Sto parlando dell'utilizzo a mio parere deprimente e svalutante, ad es. delle chat, che mettono in ridicolo l'intelligenza e le capacità umane.
Il computer può rappresentare lo sviluppo umano, il progresso della comunicazione che avanza verso forme "diverse"; il tutto però senza oltrepassare i limiti per il quale viene definito macchina, strumento.
credo che la scrittura sia un forte strumento educativo. lo è ancora di più la scrittura elettronica:1)mi permette di modificare un testo,di correggerlo facilmente,di tagliare e incollare,etc..2)mi da la possibilità di creare contenitori per i miei scritti: archivi,cartelle,etc..valorizzando così,l'aspetto cognitivo.IL COMPUTER FACILITA LE SCELTE CHE IO PRENDO,NON MI SOSTITUISCE.
naturalmente ci deve essere integrazione tra scrittura elettronica e non.
a proposito di organizzare informazioni: non dimentichiamoci gli IPERTESTI!grazie ad un semplice documento elettronico abbiamo la possibilità di accedere a info collegate tra loro e facilmente visualizzabili(quelle stesse info che noi abbiamo prodotto e assemblato tramite scrittura elettronica).
C'è un ipertesto che ogni giorno consulto, aggiorno, modifico... è il mio pc, quasi una seconda me. Debbo dire che tutto questo parlare di tecnologie, valutare, ponderare, misurare, criticare, ...mi ha dato una maggiore consapevolezza della "dipendenza" che ho verso questa tecnologia. Ma intendo una dipendenza "buona". Per me il pc è l'ipertesto della mia vita. Lì dentro ho accumulato così tante cose, legate le une alle altre non da parole calde, ma da parole chiave che associano tutte quelle esperienze che vi sono contenute.
Da quando ho imparato ad usarlo mi sento maggiormente autonoma (prima mi sembrava quasi che ci volesse chissà che preparazione per usarlo, poi ho visto che è nè più nè meno come usare la lavatrice: quando hai imparato i programmi . . . )
Non condivido l'idea di computer come l'ipertesto della vita: nell'esperienza pura di ogni persona esiste l'imprevisto, il non calcolabile.
E molto spesso è proprio questo a dare gusto e sapore all'esistenza: la macchina non ne sarà mai in grado, è prevedibile e in questo senso non potrà mai far trasparire la vera me stessa!!!
Bisogna fare tesoro delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie..ma spesso non ci accorgiamo che possono influire su di noi creando legami troppo "stretti", usi fin troppo abitudinari della macchina(come ha scritto Marilena il pc non deve sostituire l'uomo nè condizionarlo!)
Mi ha leggermente spaventata questo video... vuoi per i ritmi serrati, per la colonna sonora incalzante, per il susseguirsi rapidissimo di parole per me importantissime quali famiglia, amore, cambiate digitando caratteri su una tastiera come se nulla fosse... Questo video testimonia la paura ormai scomparsa dei più di internet, quella sana paura che faceva sentire tutti un po' spiati fino a qualche anno fà. Qualcuno ci garantisce che non sia così? Noi usiamo il pc, navighiamo in internet, ma rimaniamo noi! E se mi permettete, non mi sento completamente definita dal "web 2.0": ho ancora la speranza di essere qualcosa di più!
Mentre sto facendo la valutazione del sito che ho scelto, sto riflettendo sulla funzione di ipertesto, vista la critica mossami da Silvia P.
Ho pensato allora di fare la valutazione anche a quello che ho definito "L'ipertesto della mia vita", cioè il mio pc.
Ecco qua:
All'accensione del pc, piccolo, un portatile COMPAQ, usato, ma ben funzionante, compare una foto sullo sfondo: è lo scorcio di una piccola baia, mare calmo, di un bel blu, la costa alta e rocciosa. E'sotto lo stradello della scalaccia, parco del Conero, dove vado a fare il bagno d'estate.
INTERFACCIA: aspetto gradevole e rilassante.Sul desktop compaiono 3icone: "risorse del computer" "cestino", "documenti." Il tutto sommerso nello sfondo del mare che invoglia a tuffarsi e aprire, ovviamente, la cartella documenti.
CONTENUTI. nella cartella documenti sono contenute 10 cartelle. ESAMI UNIVERSITA', TESI, PERSONALE, CENTRO DIURNO ALZHEIMER, PROGETTI PER IL FUTURO, MUSICA, FOTO, FILMINI, SCUOLE, ARCHIVIO COMPUTER VECCHIO
All'interno di queste cartelle e delle relative sottocoartelle c'è un po' tutta la mia vita: dal mio diario di bordo, alle foto di famiglia, amici cani e gatti, tutti gli esami svolti fino ad ora, i riassunti dei libri, pps, la mia epserienza come genitore nel comitato genitori, l'AGE, ....e tutto ciò che concerne il mio lavoro: dalle schede dei progetti per realizzare le attività, alle foto che accompagnano le sequenze della task analisys .....
MODELLO DIDATTICO. all'interno sono presenti tutti e tre i modelli: mono-meta-fanta cognitivi.
SOCIALIZZAZIONE: non c'è possibiiltà di scambio nel senso l'accesso è regolato dalla sottoscritta. SOlitamentne condivido quello che ho.
per quanto riguarda gli ASPETTI TECNICI, il materiale è facilmente scaricabile, perchè sono documenti in formato word, exel, JPEG, Power point,videoclip
Tutto questo per dire che il pc per me rappresenta un CONTENITORE prezioso, un ARCHIVIO, una memoria espandibile, (c'è sempre la possibilità di aggiungere un hard disk esterno nel caso si occupasse tutta la memoria del disco, o ancora, masterizzare doc importanti )su cui lavorare, modificare, creare, e perchè no? divertirmi.
"Il computer e in particolare gli ipertesti appaiono paticolarmente adatti per sviluppare la flessibilità cognitiva, in virtù della loro agilità di funzionamento che può consentire di pervenire ad una determinata unità informativa da diverse direzioni. (Calvani A., Elementi di didattica, Carocci Editore, 2000, pag. 83-84)
"L'ARCHIVIO può essere descritto come il residuo della spontanea accumulazione, sino a poco tempo fa essenzialmente cartacea, di un'attività pubblica o privata, dell'agire dell'uomo nel perseguimento delle proprie funzioni o dei propri scopi; a queste concrete e pratiche attività si accompagnava e si accompagna tuttora per le amministrazioni pubbliche e private, e per ognuno di noi, la necessità, l'obbligo o la semplice volontà di conservare memoria degli atti compiuti, dei risultati conseguiti, delle carte che attraverso canali diversi ci sono pervenute o che abbiamo acquisito in qualsiasi modo"
(S. Neri, Ancora sugli arichivi - purtroppo fotocopia del libro della docente, seminario del I anno su Bibliografia e archivi)
E' per questo motivo che ciò che contiene il mio pc, mi rappresenta.
originale e inedita oltre che carica di spunti di riflessione la visione ipertestuale del proprio pc da parte di Elena.
Anche se partendo da angolature differenti mi sembra che stite dicendo la stessa cosa: ipertesto si ma mediato dalla persona. Nel web 2.0 troviamo ciò che ci serve ma dobbiamo sapere selezionare. IL Pc è un moderno trolley in cui mettiamo dentro tutto ciò che ci occorre e in cui troviamo dentro anche ciò che non ci serve...continuimo, comunque, a unire il logos alla tecnologia...
continuo a rileggere gli interventi e quello che mi balza nella mente è l'impressione che molti vedano l'universo-computer come un mangiatore di anime!!!! il computer è una macchina che NOI,solo NOI utilizziamo a nostro piacimento.perchè spaventarsi davanti al video proposto "web 2.0...."? a me fa piacere vedere i risultati stupefacenti che si sono raggiunti sapendo che l'artefice di tutto questo è l'uomo!!!il computer condensa gli spazi e il tempo.......velocizza,diffonde,amplifica le info che NOI inseriamo.
scusate, ma l'unica cosa che ho potuto fare é leggere i vostri commenti.. non riesco ad aprire il video!!! proverò nei prossimi giorni.
Siamo Alice C e Alice F (sembra una beffa!)e siamo appena uscite ( non del tutto incolumi!)da tre giorni di computer non-stop per le esercitazioni di educazione alla pace e altro ancora...il video ci ha "sconcertate"..concordiamo con Valeria su quanto spaventi la velocità della tecnologia, il modo di cambiare con un tasto intere parole..sicuramente dimostra la potenzialità della rete e la sua duttilità e fa riflettere su dove tutto ciò ci sta conducendo. Noi comunque continuiamo a rimanere estranee a ciò..e un pò allibite.E' a questo che serve la tecnologia? E' questo il mondo che vogliamo?!
.. manca il fiato e ci si sente invasi da questo massa malforme di informazioni! uso apposta queste parole perche non dobbiamo dare secondo me troppa importanza a tutte le INFORMAZIONI sul computer. non si può regalare così parole, concetti, contenuti, cancelllarli, modificarli alla leggera.. attenzione: col computer sta mancando la CAPACITA' RIFLESSIVA. non ci soffermiamo più sul contenuto, sulla sostanza. l'immediatezza delle immagini e dei testi ci portano a leggere sì, ma a interiorizzare poco. e' informazione sterile questa.. vabbé. questo é un mio pensiero. ci stiamo muovendo esageratamente nella società "della fretta". senza accorgercene ci lasciamo catturare.. ma dovremmo forse ritornare a un angolo, uno scoglio, di riposo, di silenzio, di riflessione. e secondo me, il computer non aiuta tanto in questo. o meglio... alcuni siti. non vorrei esser stata moralista, né aver demonizzato eccessivamente il pc.
io non vedrei questo video in modo così allarmante: credo che Welsch e il suo gruppo di ricerca abbiano voluto evidenziare la potenzialità del web, il fatto che mette davvero in comunicazione le persone (non i computer), e resta sempre a noi la possibilità di "come" vogliamo farlo... grazie alla rete siamo in grado di entrare in relazione con l'altro, di mantenere i contatti, di condividere... non vuol dire che questa debba essere l'unica maniera ma una delle possibili maniere...
Indipendentemente dalle definizioni e dagli usi che individua il professor Welsch, il web 2.0 ha dimostrato di essere utile anche nella vita reale. Chi ha visto su You tube i filmini amatoriali scaricati in merito ai problemi allo stadio della partita con il Manchester?
Secondo me il computer è sicuramente un mezzo utile, ma come ho già detto dipende dall’uso che se ne fa. Io lo uso soprattutto per scrivere, mi piace dar spazio alla fantasia e creare pagine scritte che siano gradevoli da vedere, arricchite da titoli colorati e disegni o foto. Inoltre quando devo cercare qualcosa che mi interessa uso Internet, perché la maggior parte delle volte risparmio tempo. Secondo me non dobbiamo lasciaci fagocitare dalla tecnologia, ma rimanere noi stessi e usarla come uno strumento a nostro vantaggio, un mezzo in più che abbiamo.
Condivido la riflessione di Gloria, oggi tutta la vita sta correndo troppo velocemente e abbiamo poche occasioni di soffermarci a riflettere a fondo, facciamo una cosa ma allo stesso tempo già pensiamo a quello che dobbiamo fare dopo o a dove dobbiamo andare,… a volte ho come l’impressione che siamo immersi in un fiume, la cui corrente ci spinge sempre più avanti e noi non riusciamo a rallentare, è tutto il meccanismo della società in cui viviamo che va veloce, abbiamo sempre tante cose da fare che a volte ci dimentichiamo di fermarci un attimo a prender fiato, a riflettere.
P.S. Elena sei carichissima!!! Comunque ho capito cosa vuoi dire… Ciò che hai messo sul computer sono ricordi di momenti della tua vita che si trovano lì come in un album fotografico!
Sconcertante, ma affascinante allo stesso tempo...aspettavo solo che Mr. Welsch scrivesse "coffee" nel file HTML-XML per far uscire un po' di caffè dal drive del floppy...sarebbe stato veramente favoloso...a forza di dirlo per scherzo, prima o poi lo faranno...sono sicuro.
Comunque sono d'accordo col pensiero di Gloria quando dice che "col computer sta mancando la CAPACITA' RIFLESSIVA. non ci soffermiamo più sul contenuto, sulla sostanza".
Stiamo diventando dei veri "maniaci" per il computer, quasi degli habitué, non si può fare a meno, anche per una piccola cosa usiamo questa macchina, che piano piano sta divertando parte di noi, la staimo quasi "interiorizzando". Il primo sono...quando devo cercare una parola su un vocabolario, non posso perder tempo a sfogliare le pagine, trovare la lettera in oridne alfabetico ecc...basta che la scrivo su uno di quei vocabolari on-line et voilà, nulla di più semplice.
Il filamato mostra chiaramente la semplicità di scrivere, corregere, taglaire, copiare e incollare parole e parti di testo da una parte all'altra dello schermo, cosa impensabile con la scrittura tradizionale. Tuttavia credo che la scrittura tradizionale racchiuda anch'essa un suo fascino, la calligrafia può rivelare la personalità di una persona, il suo stato d'animo, o il suo pensiero...
Esempio, una "lettera d'amore" scritta a mano, non ha lo stesso effetto di una scrutto al pc, no?? :)
Sono un po' stanco... Vi auguro una buona notte
saluti
Pietro
Potete constatare che sono effettivamente stanco...
ho scritto da cane e mi scuso per gli errori... con la scrittura tradizionale non sarebbe accaduto ;)
ancora buonanotte a tutti
Web 2.0: Internet Monnittola Lucia
Oggi internet viene visto come l’insieme delle possibilità delle innovazioni tecnologiche che l’uomo ha raggiunto nell’ambito della diffusione dell’informazione e della divulgazione dei saperi. E’ qualcosa di più di un solo ammasso di reti e siti Web dotati di interfaccia e di metodi d’uso facili e veloci! Web 2.0 è il frutto neonato dell’evoluzione dell’ “universo internet” destinato a crescere e ad evolversi ancora in nuove applicazioni e metodologie ai fini della collaborazione e comunicazione tra gli uomini. Dove arriverà tale evoluzione?!....Forse la nostra mente “troppo umana” non è così fantasiosa per immaginare e concepire cosa sia veramente in grado di fare nel futuro….ma alla fine il “genio umano” unito alla possibilità tecnologica in continua evoluzione tutto può …anche rendere reale un giorno quella che oggi è pura fantascienza!
Allora cos’è Web o internet 2.0?...Quello che un tempo (dieci anni fa) era solo immaginazione e che oggi invece è la reale possibilità di utilizzo del sapere, delle informazioni e della comunicazione in rete. E’ il nuovo modo di concepire la rete il cui obiettivo è la fruizione e condivisione di contenuti e dati tra le diverse piattaforme tecnologiche, sia hardware che software, ma soprattutto l’interazione sociale grazie alla tecnologia. Inoltre le persone possono alternasi tra il ruolo passivo di soli visitatori fruitori delle informazione e dati, e quello di partecipatori ed autori attivi dei contenuti immessi nella rete e lasciati a disposizione di tutti quelli che vi accedono. Gli argomenti trattati riguardano tutti gli ambiti del sapere, dando la possibilità di accedere ad ogni informazione contenuta, in maniera immediata e di rielaborarla o commentarla eventualmente, ad esempio attraverso il blog. Questo permette di arricchire e condividere tali contenuti che diverranno sempre più approfonditi e popolari. E’ infatti il blog che nel Web 2.0 rappresenta il luogo di incontro, di condivisione e discussione per eccellenza dei diversi argomenti trattati. Ma pensiamo anche tra le soluzioni che ci offre il Web 2.0 la logica di partecipazione dei wiki, che rende la diffusione della conoscenza per via tecnologica sempre più democratica. Infatti grazie a questo sistema di ampliamento delle informazioni e dei contenuti, è stato possibile realizzare un enorme glossario informatico che tocca i più disparati argomenti possibili. L’elemento straordinario che rende innovativo questo metodo è che ognuno può apportare, aggiungere o modificare il contenuto presenti su di un wiki. Chiunque può mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze e produrre un bene culturale fruibile in maniera gratuita. Con il Web 2.0 molte altre applicazioni ancora sono possibili, ad esempio i social network che consistono in vere e proprie reti sociali tra persone che condividono interessi, pensieri e passioni comuni.
Il video propostoci dal blog, evidenzia la meravigliosa risorsa “Google Maps” che offre un servizio di ricerca in vari ambiti, permettendo di accedere a qualsiasi informazione e di averne tutti i dettagli in merito, seguendo una metodologia di utilizzo di parole chiave che facilitano la ricerca stessa, all’interno di un sistema concepito a “mappe”. Il Web 2.0 funziona in base ad un metodo di categorizzazione, un sistema di classificazione basato sulle parole (tag) scelte dall’utente per cercare un determinato argomento. La ricerca poi continuerà scorrendo su lunghissime liste in cui sono evidenti diversi link, che appariranno una volta digitata la parola chiave e l’argomento scelto.
Dunque il cuore pulsante del Web 2.0 è il contenuto, che risulta il prodotto dell’interazione delle persone tramite le apposite piattaforme, i cui obiettivi possono andare da quelli commerciali a quelli della libera circolazione del pensiero e delle informazioni. Ormai il Web ha contagiato inevitabilmente tutto il mondo ed anche in maniera irreversibile. Allora, in questo groviglio e scambio di informazioni, noi siamo influenzati dalla presenza del Web ma noi stessi possiamo modificare il Web, arricchirlo, elaborare i contenuti in esso trovati. Come dice il video la domanda che può nascere in noi è: “la macchina siamo noi o la macchina sta usando noi?” La risposta credo che sia questa: La macchina siamo noi perché è stata pensata e creata dalla mente umana, e siamo noi che di questa macchina ne dobbiamo fare uno strumento da utilizzare al meglio, come risorsa intelligente al servizio dell’uomo, ponderando tutte le possibili conseguenze del suo utilizzo, cercando di trovare quello più corretto e giusto per soddisfare i bisogni di conoscenza, comunicazione, condivisione, interazione e collaborazione che l’uomo, per sua natura ha sempre avuto nella storia della sua esistenza. Qui ritorna il tema dell’etica e del controllo sull’evoluzione tecnologica, che non deve mai perdere di vista quelli che sono i diritti fondamentali dell’uomo: il suo bisogno di identità soddisfatto nell’interazione con gli altri anche multimediale, il suo bisogno di relazionarsi sfidando le distanze geografiche e sociali, il suo bisogno di esprimere liberamente il proprio pensiero in un sistema democratico che non censuri le differenti opinioni, ma allo stesso tempo rispettando anche il suo bisogno di preservare la sua vita individuale al di là della realtà multimediale, quale la sua privacy che deve essere inviolabile , la sua famiglia, l’amore ….lui stesso!... Solo così possiamo dire che la “macchina ci serve” e non il contrario!
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