sabato 26 maggio 2007

TUTTI I MURI DEL MONDO

Da un articolo tratto dal settimanale "Panorama" del 24 maggio 2007 scritto da Giovanni Porzio

I SIMBOLI DELLA DIVISIONE
Dal Messico a Baghdad, dal Marocco a Padova, le barrire contro gli immigrati, terroristi e spacciatori si moltiplicano, fra polemiche e contestazioni.Ma queste nuove trincee servono davvero?
Era il muro per antonomasia.Una barriera di cemento e di filo spinato che per 28 anni aveva diviso Berlino,la Germania,l'Europa e il resto del mondo: la gelida cortina di ferro piantata come un macigno nelle coscienze dei popoli reduci dalle tragedie del Novecento. Ma l'11 novembre 1989 il mostro era ridotto a u colabrodo.Due giorni prima le ruspe avevano cominciato ad abbatterlo,aprendo varchi e passaggi nel sinistro bestione coperto di graffiti...Quell'immagine aveva acceso un'illusoria speranza:dalle macerie del muro sarebbe sorto un nuovo ordine internazionale che avrebbe gradualmente demolito gli steccati politici e culturali tra le nazioni,allontanando lo spettro dei conflitti armati,degli scontri ideologici,razziali,religiosi.
Non è stato così...e i muri continuano a dividere:il più antico,costruito nel 1953,lungo 248 km,si snoda sulla Dmz,la zona demilitarizzata che separa le due Coree.Il più recente è il muro che gli americani stanno costruendo a Baghdad,nel distretto di Adhamiya,la roccaforte sunnita dove Saddam Hussein apparve per la prima volta in pubblico nel marzo 2003: 5 km di perimetro,centinaia di blocchi di cemento alti 4 metri e pesanti 7 tonnellate.L'obbiettivo è impedire gli attacchi degli squadroni della morte sciiti provenienti dal vicino quartiere Sadr City. L'accesso attraverso checkpoint controllati sarà consentito solo ai residenti.
...A volte i muri servono.In Israele la "barriera di sicurezza" ha ridotto la frequenza degli attentati terroristici.Ma a quale prezzo?Il muro in costruzione , con blocchi di cemento alti 8 metri,grate metalliche,filo spinato,telecamere,sensori e torri di avvistamento,penetra nei territori palestinesi occupati allontanandosi dai confini internazionalmente accettati e inglobando il 7 per cento della Cisgiordania,compresi una quarantina di colonie israeliane e 300 mila palestinesi. "Ramallah finirà divisa in due ,come Berlino" secondo Khalil Tofakji,responsabile del Mapping departement della Società di studi arabi.
Anche il Italia c'è un muro,quello di Padova:alto 3 metri.largo 84 con lastre d'acciaio spesse 4 millimetri con tanto di checkpoint e di agenti di sorveglianza 24 ore. Voluto dalla giunta di centrosinistra e dagli abitanti di via Anelli,costruito lo scorso agosto con una spesa di 80 mila euro,dovrebbe impedire l'accesso di prostitute,spacciatori e tossicodipendenti in un quartiere diventato una discarica per immigrati extracomunitari."Una soluzione provvisoria"dice il sindaco Flavio Zanonato.Ma le barriere,una volta innalzate,sono difficili da abbattere.Soprattutto quando crescono nelle coscienze.

6 commenti:

o-mari ha detto...

ho cercato di riportare le parti a mio giudizio più importanti tratte dall'articolo di Porzio. peccato non aver potuto inserire l'immagine,riportata nell'articolo,della mappa delle diverse barriere dislocate in tutto il mondo.

Anonimo ha detto...

Per l'esame di pedagogia interculturale, avevo portato, come lavoro esterno, alcuni numeri dell'internazionale, proprio per sottolineare come gli stereotipi ed i pregiudizi fossero posti all'attenzione del lettore. A me quel giornale mi piace, mi fa riflettere. Probabilmente viene cosiderato di parte. (Per me dalla parte di chi sta male davvero!) E tra questi c'era un bell'articolo proprio sul muro di Padova.
Ma visto che parli di barriere, proprio leggendo questo e soprattutto la menzione al "muro di PAdova" mi ha riportato al brutto ricordo di quell'esame. Sì, perchè oltre che farmi sentire a disagio, perchè a suo dire non avevo centrato la consegna (riportare un fatto di cronaca in cui fosse evidente il pregiudizio e lo stereotipo) l'esaminatrice ha creato una barriera. Ha iniziato a fare delle smorfie, a fare domande sia sugli articoli proposti che sul giornale.Il cervello mi è andato in tilt e ho iniziato a balbettare, (a fischiare come dico solitamente)a sudare copiosamente... La prof. non conosceva l'internazionale. Forse avevo sbagliato qualche cosa. Mille insicurezze stupide per poi farmi forza dentro e continuare a parlare. Oltretutto il suo libro credo di essermelo studiato bene, con Filippo, in treno , non ho fatto che ripeterglielo.
La conclusione è stata la raccomandazione a studiare di più e che avevo difficoltà di esposizione.- Il consiglio era di allenarmi a ripetere a voce alta. Mi ha dato anche un bel voto, non voleva penalizzarmi perchè ero non frequentante... ma se ero stata così penosa , perchè non darmi quello che meritavo??
Gli altri a dirmi, "fregatene, prendi e porta a casa!"
Bè, cara O-mari, a proposito di barriere ce ne sono di tutti i tipi. E' che qualche volta vengono innalzate da chi meno ce se lo aspetta!
Nel mio caso sarebbe bastato solo dare un accenno positivo a ciò che avevo portato.. mi sarei sentita a mio agio e avrei continuato tranquilla...non mi sembrava proprio di aver portato qualche cosa che era furoi della consegna e tantomeno che avessi voluto fare la furba!

Elena ha detto...

ho aggiunto la foto del muro....

o-mari ha detto...

grazie!così è completo!

Anonimo ha detto...

Oggi purtroppo i mezzi di comunicazione incentivano questa cultura di costruire muri, barricarci in casa con inferriate, allarmi..non ci si può fidare più di nessuno, a volte neppure dei nostri stessi familiari; sono queste le idee che vengono diffuse con allarmismo da giornali e tv che si limitano a descrivere i membri delle altre culture categorizzandoli e stereotipandoli. A volte quando vengono descritti fatti di cronaca nera in cui i reati sono stati commessi da extracomunitari, come nel già citato caso di Vanessa, sembra quasi si voglia diffondere l'idea per cui alcune etnie e culture sono per natura portate a delinquere; ecco allora sorgere la xenofobia, il pregiudizio, lo stereotipo che ostacolano la conoscenza dell'altro e portano a cetegorizzare-etichettare tutti i membri di una cultura violenti. Ricordo di aver trovato un numero consistente di articoli di giornale, in occasione dell'esame si pedagogia interculturale, in cui ad esempio si descrivevano i rumeni come razza violenta, stupratori e esperti rapinatori di banche.. mi viene allora in mente un interrogativo: è giusto che non ci sia una censura a certi articoli promotrici di tali principi? inoltre mi chiedo perchè i telegiornali non presetino mai le tante iniziative positive messe in atto dagli extracomunitari, insomma quando si parla di stranieri lo si fa solo per descrivere fatti di cronaca nera che li vede come protagonisti e mai, o raramente, ci viene proposta una conoscenza più autentica delle peculiarità di cui una cultura è pprtatrice. Se i giornali e tv diffondono solo stereotipi e pregiudizi sta a noi ostacolare questa catena d'odio diffondendo una lettura critica e problematica delle diverse culture, prevendendo momenti di incontro e dialogo diretto con queste.

Anonimo ha detto...

Scusate mi sono scordata si firmare il commento sopra..
Giorgia R.