sabato 4 agosto 2007


DIPENDENZE
Ricerche compulsive con Google.
Eccessi di Wikipedia e iTunes. Nuove
patologie, qui raccontate dalle "vittime".
di Richard Fisher
Salve, mi chiamo Richard e sono un ego-navigatore. E' iniziato tutto cinque anni fa - e ora ho bisogno di aiuto. Come la maggior parte dei giornalisti, non posso negare che vedere la mia firma sulla carta stampata mi dia una gioia segreta. Ora Internet mi permette di soddisfare questa vanità su una scala molto più vasta. Scrivo il mio nome nel box di ricerca di Google e controllo la sua posizione. Ormai è diventata un'ossessione. Soffro di un'abitudine disfunzionale e non sono certo il solo.: le nuove tecnologie hanno fatto emergere un'ampia serie di insospettabili disturbi della personalità.
Molti invece che parlarne con il collega seduto a pochi metri, gli scrivono una e.mail. altri cercano online notizie di vecchi amici. C'è chi rivela un alto livello di conoscenza dei blog e chi finge di essere un'altra persona.
Ma si tratta di nuove versioni di vecchi problemi, o stiamo sviluppando "bachi2 mentali finora inediti?. La scienza ha già dimostrato che il meccanismo della dipendenza, si tratta di droga come di altro, segue gli stessi tracciati neurali. L'esistenza della rete ha solo creato nuove occasioni. Wikipedia, per esempio è diventata una mania per almeno 2.400 persone, ciascuna delle quali vanta l'edizione di quattromila pagine dell'enciclopedia online aperta al contributo degli utenti.
Dan Cosley studia le community in rete alla Cornell University di New York. " Per certe persone" spiega, "è esattamente come farsi di crack". Haliyana Khalid e Alan Dix, invece alla Lancaster University, Gran Bretagna, studiano gli spioni di foto: appassionati di siti con immagini di persone mai viste che le hanno messe in rete. C'è chi "sfoglia" gli album di vite altrui almeno una volta al giorno. Secondo i due studiosi, cerca di ritrovare le proprie emozioni usando le immagini degli stessi momenti chiave della vita, di nozze ad esempio, vissuti da altri.
L' e.mail è un'altro territorio pericoloso: finalmente si scrive di nuovo, è vero, ma non si valuta la facilità con cui il testo può essere letto da chiunque. In più, secondo Pam Briggs, specialista in interazione umana via computer della Northumbria University, il mezzo è così "asettico" che si tende a reagire componendo messaggi più emozionali o più intimi del dovuto. Stesso discorso per i blog, dove molti esibiscono informazioni private che non darebbero mai al pubblico in carne ed ossa di una sala affollata. Non basta: secondo Jeff Hankock, che alla Cornell University studia la comunicazione mediata dal computer, il modo in cui agiamo e ci emozioniamo in rete modifica anche il nostro comportamento "off line".
Hankock sta confrontando la maniera di esprimersi su un blog con quella che si usa su un normale file di Word. Ha sottoposto ad un test due gruppi di persone, chiedendo a tutti di essere il più estroversi possibile. Quelli che hanno scritto sui blog lo sono stati molto di più. E i loro comportamenti nella via quotidiana, secondo Hankock, ne vengono modificati. Il tutto, fa immaginare un circuito in cui il nostro virtuale e la nostra vita pubblica si influenzano sempre più a vicenda, rendendoci più indulgenti, più indiscreti, forse più egocentrici.
Quanto a me, spero che questo articolo migliori la mia posizione su Google.
Fonte:
la rivista: "D", Inserto settimale di Repubblica.

7 commenti:

Sara Fabbri ha detto...

L'estate procede con le sue alte temperature... voi? come state?

Per Elena Grandi:potresti rispedirmi il tuo indirizzo e.mail (a quello solito). Ho cambiato il computer portatile e non ho più il tuo contatto. Grazie.

Un saluto a tutti e tutte.

Anonimo ha detto...

E' un articolo molto interessante! Chissà tra qualche anno quali altre forme di "web patology" emergeranno. Sperando che l'indipendenza di internet non diventi dipendenza patologica, saluti a tutti e buona estate!

Luca

Anonimo ha detto...

Oh, finalmente!!!!
Non dico che passo di qua tutti i giorni, ma una capatina ogni tanto la faccio! E Brava Sara, tieni vivo il blog! Ti scrivo il mio indirizzo inviandoti una mail. Il tuo account è sempre lo stesso??
Ciao e bacetti
Elena

Anonimo ha detto...

Oh oh oh ...anch'io finalmente ho trovato un minutino per fare un giretto...però mi sa che la maggior parte disi sta godendo meritatamrente le vacanze...

Un saluto a tutti e in particolare ad Elena g.

Ps: Elena come faccio ad avere anch'io la tua maillllllllll????

buno ferragosto anticipato a tutti...

Pietro

Anonimo ha detto...

Sì, il mio account e.mail è sempre lo stesso.


Grazie Elenina! Un bacio! e aspetto la tua e.mail.

Ciao Pietro e grazie! un salutino a tutti!

Anonimo ha detto...

@ Pietro: bè, si sta aprendo un vero e proprio problema di "come " comunicare la mail. Visto che neppure io ho la tua, dato che ho guardato anche nel registro degli studenti di Alma Channel, ma non ti sei registrato, consiglio a te di guardare là, perchè lì c'è la mia.
Per cui aspetto una tua mail, così avrò anche io il tuo account! ciao e buone vacanze!
:)))

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti gli scrittori/lettori di questo blog! Questo e il mio primissimo commento poichè ho appena iniziato lo studio di Tecnologie dell'Educazione. Prima di tutto buon'estate a tutti. Mi fa davvero molto piacere sapere che non sono l'unica a studiare anche ad Agosto!!!
Riguardo questo articolo molto interessante devo dire un pò catastrifico, penso sia molto importante prestare attenzione all'uso che si fa di internet. Anche grazie all'esame di psicopatologia dello sviluppo sappiamo come stiano nascendo nuove dipendenze che una volta non esistevano. Si, cambiano le dipendenze, poichè cambiano i modi di vivere e di comunicare. Non trovo pericolosa le rete di per sè, ma solo per quelle persone che, già con una personalità problematica, trovano in internet risposta alle loro difficoltà.
Nel libro "Telematica e intercultura" ci si chiede se la rete di computer possa essere un antidoto all'isolamento che gli individui stanno già vivendo. Dipende, per persone che non hanno possibilità fisiche per uscire, incontrarsi, forse si. Ma per coloro che non riescono a farlo per quel terrore che provoca il contatto con l'altro, internet peggiora di gran lunga la situazione. Io uso internet per lavoro e per studio e trovo sia una risorsa meravigliosa. Anche un blog come questo dove mantenere i contatti tra gli studenti, non frequentando le lezioni, è davvero importante, ma vi prego ogni tanto USCIAMO E INCONTRIAMOCI!!! In piazza, piuttosto anche in quei maledetti grandi, sovraffollati e rumorosi centri commerciali INCONTRIAMOCI!!!!
Vedere scritto "ti abbraccio" è bello ma ricevere un abbraccio è migliore.
Non diventiamo patologici, adoro vedere i sorrisi di tutti voi!
A presto
Claudia