
E' pronto il Referendum Contro gli Sprechi della Politica Italiana promosso dal MPIE dopo la proposta di legge di iniziativa popolare che ha visto firmare oltre 45.000 Italiani.
Il Referendum, che verra' presentato in Gennaio alla corte di cassazione dal MPIE, chiedera' agli Italiani di abolire alcuni privilegi dei Parlamentari Italiani (come l'impignorabilita' del loro stipendio), l'abolizione (di nuovo...) del finanziamento pubblico ai Pariti e l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, televisioni e radio (aziende private che ovviamente tendono a tutelare gli interessi di chi li finanzia con notizie di volta in volta, di gradimento sia di una parte che dell'altra).
Volendo cercare di risolvere con un unico Referendum il problema dei costi e degli sprechi delle Istituzioni Italiane e' di fatto impossibile vista la complessita' delle norme vigenti per i vari settori.
Avevamo pensato alle Province (la loro eliminazione risolverebbe il problema non solo dei costi ma anche del clientelismo, della dispersione e della duplicita' di compiti gia' previsti nella titolarita' delle Regioni) ma per abolire le province e' necessario modificare la Costituzione e questo non puo' essere fatto da altri se non dal Parlamento con una procedura lunga e complessa.
Avevamo pensato ai centinaia di enti inutili. Moltissimi hanno consigli di amministrazione composti da ex parlamentari e sindacalisti e quindi, oltre a far guadagnare gettoni di presenza milionari per i componenti, piu' che una funzione sociale o politica (per lo piu' non servono a niente e se ne e' accorta anche la corte dei conti in una lista resa nota da tempo), svolgono funzione di bacino elettorale e ricompensa per i trombati della politica che non sono disposti a lasciare i loro privilegi.
In entrambi questi casi presi in considerazione, per poter dare la parola agli Italiani, per la loro eliminazione, sarebbero stati necessari decine di quesiti referendari con conseguenti decine di firme da parte dei cittadini, conseguenti autentiche e un lavoro immane non sostenibile e non presentabile alla disponibilita' dei sottoscrittori.
Abbiamo scelto tre quesiti che tendono ad eliminare alcuni privilegi dei Parlamentari, eliminare il finanziamento pubblico ai partiti politici (denaro che puo' essere utilizzato per le necessita' degli Italiani tutti e non solo di chi gestisce un partito) e l'eliminazine della legge che stabilisce di fatto il finanziamento pubblico dei giornali, delle televisioni e delle radio che, notoriamente e per ovvi motivi, prediligono solo le notizie, le informazioni e le trasmissioni che sono gradevoli a chi di fatto (i parlamentari) gli elargisce milioni di euro (un esempio di cio' che avviene potete trovarlo qui http://www.mpie.eu/la%20voce/17%20Dicembre%2007/Contributi%20Giornali.pdf in pdf...).
Di certo, questo referendum non risolvera' il problema ma sicuramente e'un occasione per poter dare un duro colpo all'inefficenza e alla non volonta' di affrontare seriamente il problema da parte dei politici.
Il nostro appello e' comunque rivolto a tutti gli Italiani.
Naturalmente i Giornali e le Televisioni ci snobberanno ma noi abbiamo la presunzione di rivolgerci comunque ai Partiti, alle Associazioni, alle personalita' e ai personaggi influenti enoti (come Grillo, attori, sportivi, ecc.).
Mai come oggi il nostro Paese, in un momento dove la Politica e' incapace di agire, ha necessita' dell'intervento diretto dei Cittadini. Non chiediamo rivoluzioni o esposizioni personali con manifestazioni o altro. Quello che chiediamo e' un aiuto, da persona a persona. Da amico a amico. Un passa parola discreto ma convinto che possa portarci a raggiungere l'obiettivo di 500.000 firme, necessarie per lo svolgimento del Referendum.
A Gennaio presenteremo il Referendum.
Vi Terremo aggiornati
Il Referendum, che verra' presentato in Gennaio alla corte di cassazione dal MPIE, chiedera' agli Italiani di abolire alcuni privilegi dei Parlamentari Italiani (come l'impignorabilita' del loro stipendio), l'abolizione (di nuovo...) del finanziamento pubblico ai Pariti e l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, televisioni e radio (aziende private che ovviamente tendono a tutelare gli interessi di chi li finanzia con notizie di volta in volta, di gradimento sia di una parte che dell'altra).
Volendo cercare di risolvere con un unico Referendum il problema dei costi e degli sprechi delle Istituzioni Italiane e' di fatto impossibile vista la complessita' delle norme vigenti per i vari settori.
Avevamo pensato alle Province (la loro eliminazione risolverebbe il problema non solo dei costi ma anche del clientelismo, della dispersione e della duplicita' di compiti gia' previsti nella titolarita' delle Regioni) ma per abolire le province e' necessario modificare la Costituzione e questo non puo' essere fatto da altri se non dal Parlamento con una procedura lunga e complessa.
Avevamo pensato ai centinaia di enti inutili. Moltissimi hanno consigli di amministrazione composti da ex parlamentari e sindacalisti e quindi, oltre a far guadagnare gettoni di presenza milionari per i componenti, piu' che una funzione sociale o politica (per lo piu' non servono a niente e se ne e' accorta anche la corte dei conti in una lista resa nota da tempo), svolgono funzione di bacino elettorale e ricompensa per i trombati della politica che non sono disposti a lasciare i loro privilegi.
In entrambi questi casi presi in considerazione, per poter dare la parola agli Italiani, per la loro eliminazione, sarebbero stati necessari decine di quesiti referendari con conseguenti decine di firme da parte dei cittadini, conseguenti autentiche e un lavoro immane non sostenibile e non presentabile alla disponibilita' dei sottoscrittori.
Abbiamo scelto tre quesiti che tendono ad eliminare alcuni privilegi dei Parlamentari, eliminare il finanziamento pubblico ai partiti politici (denaro che puo' essere utilizzato per le necessita' degli Italiani tutti e non solo di chi gestisce un partito) e l'eliminazine della legge che stabilisce di fatto il finanziamento pubblico dei giornali, delle televisioni e delle radio che, notoriamente e per ovvi motivi, prediligono solo le notizie, le informazioni e le trasmissioni che sono gradevoli a chi di fatto (i parlamentari) gli elargisce milioni di euro (un esempio di cio' che avviene potete trovarlo qui http://www.mpie.eu/la%20voce/17%20Dicembre%2007/Contributi%20Giornali.pdf in pdf...).
Di certo, questo referendum non risolvera' il problema ma sicuramente e'un occasione per poter dare un duro colpo all'inefficenza e alla non volonta' di affrontare seriamente il problema da parte dei politici.
Il nostro appello e' comunque rivolto a tutti gli Italiani.
Naturalmente i Giornali e le Televisioni ci snobberanno ma noi abbiamo la presunzione di rivolgerci comunque ai Partiti, alle Associazioni, alle personalita' e ai personaggi influenti enoti (come Grillo, attori, sportivi, ecc.).
Mai come oggi il nostro Paese, in un momento dove la Politica e' incapace di agire, ha necessita' dell'intervento diretto dei Cittadini. Non chiediamo rivoluzioni o esposizioni personali con manifestazioni o altro. Quello che chiediamo e' un aiuto, da persona a persona. Da amico a amico. Un passa parola discreto ma convinto che possa portarci a raggiungere l'obiettivo di 500.000 firme, necessarie per lo svolgimento del Referendum.
A Gennaio presenteremo il Referendum.
Vi Terremo aggiornati
Movimento Non partitico di Promozione Politica di Iniziativa Popolare
Link al sito e petizione: http://www.mpie.eu/
1 commento:
Gostei muito desse post e seu blog é muito interessante, vou passar por aqui sempre =) Depois dá uma passada lá no meu site, que é sobre o CresceNet, espero que goste. O endereço dele é http://www.provedorcrescenet.com . Um abraço.
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