
In questi giorni, dialogando nei bar, pub e discoteche, ho raccolto numerosi malcontenti verso la politica sammarinese, in generale.
Quel che più mi ha sconcertata è che molte persone mi hanno espressamente confessato che non andranno a votare alle prossime elezioni, a causa della sfiducia verso l’attuale classe dirigente, perché convinte che a San Marino non cambierà mai niente.
C’è chi è deluso (e chi non lo è?), c’è chi protesta per punire i partiti (ma punire chi?).
Forse viviamo tempi caratterizzati dall’allontanamento e dalla delusione, se non addirittura dal rifiuto verso l’agire politico, ma mi fa male credere che alcuni compaesani abbiano sepolto il sacro-santo diritto al voto e la voglia di esserci o contare, solo per rinuncia. In questo delicato momento di fase pre-elettorale mi sento di prendere una posizione (azzardata e controcorrente) in difesa della sana politica. Una difesa non tanto delle singole rappresentanze partitiche, bensì di chi si impegna nella politica attiva, unicamente per dare una risposta concreta alle necessità popolari senza mire, ambizioni o per trarne vantaggi materiali.
C’è chi è deluso (e chi non lo è?), c’è chi protesta per punire i partiti (ma punire chi?).
Forse viviamo tempi caratterizzati dall’allontanamento e dalla delusione, se non addirittura dal rifiuto verso l’agire politico, ma mi fa male credere che alcuni compaesani abbiano sepolto il sacro-santo diritto al voto e la voglia di esserci o contare, solo per rinuncia. In questo delicato momento di fase pre-elettorale mi sento di prendere una posizione (azzardata e controcorrente) in difesa della sana politica. Una difesa non tanto delle singole rappresentanze partitiche, bensì di chi si impegna nella politica attiva, unicamente per dare una risposta concreta alle necessità popolari senza mire, ambizioni o per trarne vantaggi materiali.
Non è giusto fare di “tutta l’erba un fascio”, bisogna distinguere, al momento del voto, chi ha messo in atto progetti benefici per il paese, da chi ha inseguito solo interessi personali ed economici. Per questo, a mio parere, occorre non dare più il voto ai soliti politici di carriera e nemmeno a quelli che, negli ultimi venti anni di politica sammarinese, sono passati da un partito all’altro senza alcuna coerenza e rispetto per gli elettori.
C’è bisogno di un cambiamento radicale del Consiglio Grande e Generale, senza il quale non possiamo sperare in una reale inversione di tendenza, nel sempre più grande sfacelo in cui viviamo. C’è bisogno di volti nuovi, di giovani volenterosi a cui sia cara la sorte del nostro paese. Necessitiamo di personalità responsabili che abbiano il coraggio di affrontare i tabù della società sammarinese. Vogliamo persone apertamente schierate contro i poteri forti. Desideriamo politici puliti, onesti, non incrostati dal potere, propensi al progresso, con le mani pulite. La politica non si riformerà da sola, e l’unica strada percorribile per chi vuole cambiare la rotta di questo Paese, è quella di cambiare la classe politica che ci governa. Per realizzare questo cambiamento occorre votare, e votare per persone diverse da quelle che ci hanno trascinato in questa situazione. Quando un medico sbaglia la cura e fa morire il paziente, è da pazzi affidarsi allo stesso medico!
I sammarinesi, il 9 Novembre, hanno in mano il futuro della Repubblica. La conferma dello status quo significherebbe la sua distruzione, mentre la scelta di nuovi volti alla guida del paese, porterebbe una vera e significativa rivoluzione sociale e culturale.
C’è bisogno di un cambiamento radicale del Consiglio Grande e Generale, senza il quale non possiamo sperare in una reale inversione di tendenza, nel sempre più grande sfacelo in cui viviamo. C’è bisogno di volti nuovi, di giovani volenterosi a cui sia cara la sorte del nostro paese. Necessitiamo di personalità responsabili che abbiano il coraggio di affrontare i tabù della società sammarinese. Vogliamo persone apertamente schierate contro i poteri forti. Desideriamo politici puliti, onesti, non incrostati dal potere, propensi al progresso, con le mani pulite. La politica non si riformerà da sola, e l’unica strada percorribile per chi vuole cambiare la rotta di questo Paese, è quella di cambiare la classe politica che ci governa. Per realizzare questo cambiamento occorre votare, e votare per persone diverse da quelle che ci hanno trascinato in questa situazione. Quando un medico sbaglia la cura e fa morire il paziente, è da pazzi affidarsi allo stesso medico!
I sammarinesi, il 9 Novembre, hanno in mano il futuro della Repubblica. La conferma dello status quo significherebbe la sua distruzione, mentre la scelta di nuovi volti alla guida del paese, porterebbe una vera e significativa rivoluzione sociale e culturale.
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